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Tema aperto a tutti, proposto da Jod
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i grandi e le loro tracce

Omaggio a dei grandi e a qualche loro significativo brano.
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Ultima modifica: 27/7/04 17:50 - Jod

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Jodd
6/2/10 14:34

In piena facoltà
egregio presidente
le scrivo la presente
che spero leggerà.

La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest'altro lunedì

Ma io non sono qui
egregio presidente
per ammazzar la gente
più o meno come me

Io non ce l'ho con lei
sia detto per inciso
ma sento che ho deciso
e che diserterò.

Ho avuto solo guai
da quando sono nato
i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.

Mia mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.

Quand'ero in prigionia
qualcuno mi ha rubato
mia moglie e il mio passato
la mia migliore età.

Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.

Vivrò di carità
sulle strade di Spagna
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò.

Di non partire più
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.

Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo
andate a dare il vostro
se vi divertirà.

E dica pure ai suoi
se vengono a cercarmi
che possono spararmi
io armi non ne ho

Il disertore ( Ivano Fossati)
Aiace(53)
6/2/10 16:31
... e la speranza ormai è un'abitudine...
(Luigi Tenco, un giorno dopo l'altro - sigla del commissario Maigret con Gino Cervi .... l'avevo già inserita?)
Jodd
7/2/10 17:06
No, Aiace...il pezzo di Luigi Tenco ( molto apprezzati: i suoi cavalli di battaglia Vedrai e Lontano) cui Ti riferisci in questo forum non è stato inserito.
Andando a ritroso, invece, ho scoperto che "Il paese delle mezze verità" ( Fabri Fibra-Gianna Nannini) era già in elenco.
Jodd
7/2/10 17:24


Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua valigia può essere piena
di un regalo rubato in fretta
di una rosa da portare a cena
a una moglie, a una donna che aspetta
Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua valigia può essere piena
di un pigiama portato in galera
di una giacca voltata due volte
libertà e povertà in una sera
Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua vita può essere piena
di un dolore che gli brucia il petto
e che gli fa piegare la schiena
di un dolore che noi gli dobbiamo pagare in rispetto.
Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua testa può essere piena
del ricordo di un sogno da dire
quei pensieri che non servono a niente
ma si baciano un po' l'avvenire.
Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua vita può essere piena
di un respiro che gli fotte il petto
e gli fa indolenzire la schiena
del silenzio del mondo che compie un delitto perfetto.
Nessun uomo è un uomo qualunque
il suo corpo può essere pieno
di un amore cercato da tanto
di un amore pensato di corsa
di un amore che non perde il treno.
Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua vita può essere piena
di un amore che gli brucia il sesso
e che gli fa inarcare la schiena
di un amore che noi gli dobbiamo pagare adesso.

Nessun uomo è un uomo qualunque ( da album Dalla parte del torto-Claudio Lolli)
Jodd
7/2/10 17:45


Il giorno di solito comincia sporco
come l'inchiostro del nostro giornale
scritto sui bianchi muri delle prigioni della repubblica
federale.
Che giorno per giorno avanzando tranquillo
son quasi davanti alla tua finestra
con un corteo di stesse e scintille e i tamburini la banda
l'orchestra.
Spegnete la luce pensava Ulriche
che la foresta più nera è vicina,
ma oggi la luna ha una faccia da strega
e il sole ha lasciato i suoi raggi in cantina.
Spegnete la luce pensava Ulriche
che la foresta più nera è vicina,
ma un jumbojet scrive "viva il lavoro"
col sangue, nel cielo di questa mattina.

Con un megafono su un autobus rosso
un Cristo uscito dal Circo Togni
comincia un comizio con queste parole
"disoccupate le strade, dai sogni,
disoccupate le strade dai sogni
sono ingombranti, inutili, vivi
e i topi e i rifiuti siano tratti in arresto
decentreremo il formaggio e gli archivi.
Disoccupate le strade dai sogni,
per contenerli in un modo migliore,
possiamo fornirvi fotocopie d'assegno,
un falso diploma, un portamonete, una ventiquattrore.
Disoccupate le strade dai sogni,
ed arruolatevi nella polizia,
ci sarà il bisogno di partecipare
ed è questo il modo
al nostro progetto di democrazia.
Disoccupate le strade dai sogni
e continuate a pagare l'affitto
ed ogni carogna che abbia altri bisogni
dalla mia immensa bontà sia trafitto.
Da oggi è vietata la masturbazione
lambro e lambrusco vestiti di nero
apriranno le liste di disoccupazione
incidendo poi quelle del cimitero,
e poi, e poi,
poi costruiremo dei grandi ospedali,
i carabinieri saranno più buoni,
l'assistenza forse sarà gratuita per tutta la vita
e un vitto migliore nelle nostre prigioni.
Disoccupate le strade dai sogni
e regalateci le vostre parole,
che non vi si scopra nascosti a fare l'amore
i criminali siano illuminati dal sole.
Disoccupate le strade dai sogni,
disoccupate, disoccupate.
Disoccupate le strade dai sogni,
disoccupate, disoccupate.
Disoccupate le strade dai sogni,
disoccupate, disoccupate.
Disoccupate le strade dai sogni,
disoccupate..."

A questo punto arriva un trombone
cammina col culo però sembra alto
e intona commosso una strana canzone
Cristo la canta e mi è addosso, in un salto.
"Disoccupate le strade dai sogni
non ci sarà posto per la fantasia
nel paradiso pulito operoso
della nostra nuova (social)democrazia."

A questo punto mi butto dal cielo mi butto dal letto
e do un bacio in bocca a un orribile orco
e lecco l'inchiostro, lecco l'inchiostro,
lecco l'inchiostro del nostro giornale.

E' vero che il giorno sapeva di sporco
E' vero che il giorno sapeva di sporco
E' vero che il giorno sapeva di sporco
E' vero che il giorno sapeva di sporco

Incubo numero zero da Disoccupate le strade dei sogni ( Claudio Lolli)
Jodd
7/2/10 17:56


Con il mare proprio sotto casa mia
il mio destino in fondo quale vuoi che sia
ho scelto la mia vita libera
può darsi che non torni più
del mio ricordo fanne un po' quel che vuoi tu
ho scelto la mia vita libera
può darsi che non torni più
del mio ricordo fanne un po' quel che vuoi tu.

E tutto il tempo in cui non ho vissuto
gli anni passati a guardare chi tornava e chi no
quelli non li ricordare
quelli non ci sono più
apri un po' gli occhi resti solamente tu
quelli non li ricordare
quelli non ci sono più
apri un po' gli occhi resti solamente tu.

Quando il volo dei gabbiani mi accompagnerà
il vento la mia vela sempre più grande renderà
quando sarò già lontano
e non potrai vedermi più
apri gli occhi allora sarai solo tu
quando sarò già lontano
e non potrai vedermi più
apri gli occhi allora sarai solo tu.

Il giorno che la voce del vento si farà lontana
forse sui capelli avrò tutto il bianco del sole ormai
se avrò voglia di tornare
certamente lo farò
spero tanto che non ti ritroverò
se avrò voglia di tornare
certamente lo farò
spero tanto che non ti ritroverò.


All'ultimo amico-da Il grande mare che avremmo traversato ( Ivano Fossati)
Jodd
13/2/10 22:45
Da morte nera e secca
da morte innaturale
da morte industriale
per mano poliziotta, di pazzo o generale
diossina o colorante, da incidente stradale
dalle palle vaganti di ogni tipo e ideale
da tutti qst insieme e da ogni altro maleeeeeeeee

LIBERA,LIBERA,LIBERA, LIBERAAAAAA NOS DOMINE

Da tutti gli imbecilli,di ogni razza e colore
dai sacri Sanfedisti e da quel loro odore
dai pazzi giacobini e dal loro bruciore
da visionari e martiri dell'odio e del terrore
da chi si paradisa dicendo e per amore
dai maniquei che ti urlano o con noia o traditoreeeeee

LIBERA,LIBERA,LIBERA,LIBERAAAAAAAA-NOS DOMINE

Dai poveri di spirito e dagli intolleranti
da falsi intellettuali giornalisti ignoranti
da eroi navigatori,profeti,vati santi
dai sicuri di sè, presuntuosi ed arroganti
dal cinismo di molti, dalle voglie di tanti
dall'egoismo sdrucciolo,che abbiamo tutti quantiiiiiiiiiii

LIBERA,LIBERA,LIBERA,LIBERAAAAAA-NOS DOMINE

Da Te,dalle tue immagini
e dalla tua paura
dai preti di ogni credo, da ogni loro impostura
da inferni e paradisi di una vita futura
da utopìe per lenire questa morte sicura
da crociati e crociate da ogni sacra scrittura
da fedeli sbadati di ogni tipo e naturaaaaaaaaaa

LIBERA,LIBERA,LIBERA,LIBERAAAAAA-NOS DOMINE

da Francesco Guccini-Libera nos domine-
Jodd
13/2/10 22:58



Io e un mio amico
delle volte ci troviamo
e ci diciamo che:
quelli come noi
che son venuti su un po' strani
e hanno avuto sempre
poche donne per le mani
e covano le loro solitudini
in segreto quasi con gelosia
lasciandosi un po' andare
solo davanti al vino forte di un bicchiere.
Quelli come noi
così timidi e ambiziosi
piuttosto silenziosi
e sempre con la testa piena
di musica di arte e grandi amori
e solo poche volte fan festa
e spesso invece cantano
perchè non hanno è quello che gli resta
Quelli come noi
che non valgono niente
quelli come noi
che non gli si darebbe un soldo
Invece,
quelli come noi
diciamo che valgono molto
e basterà che un giorno
trovino un po' di forza
e aiuteranno gli altri a dare un calcio al mondo
e prenderanno a pugni il Re e lo Stato
calpesteranno il dio per cui ogni libertà si fa peccato.
Perchè,
quelli come noi
non han rispetto per nessuno
non credono più a niente
e solo hanno il difetto
di essere nati un giorno tra i vigliacchi
tra i vinti dalla forza della vita
e di scordarselo soltanto
davanti a una bottiglia ormai finita.



Quelli come noi ( Claudio Lolli)
Jodd
27/2/10 22:13
Artista: Claudio Lolli
Album: Disoccupate Le Strade Dai Sogni
Titolo: Autobiografia Industriale




Il primo giorno,
che ho messo un piede alla EMI,
mi hanno guardato,
sembravano tutti un po' scemi.
Qualcuno diceva,
che ero il garzone del bar,
che aveva lasciato il caffé sulle scale,
qualcuno diceva,
che non ero normale,
qualcuno rideva, rideva ...
Il direttore,
una strana espressione sul viso,
fece una smorfia
che oggi voglio chiamare sorriso,
e mi introdusse
nel suo studio di uomo arrivato,
mi parlò di arcipelago o gulag,
e mi disse: "Io penso,
che oggi sia molto giusto assentire al dissenso,
al dissenso...".
Autobiografia industriale,
viva l'amore con l'industria culturale,
amore erotico e soddisfacente,
ma in definitiva,
un po' troppo esauriente.

L'arrangiatore,
dopo avermi ascoltato un pochino,
disse "non male,
è simpatico quel valzerino,
io ci vedrei,
sopra un primo e un secondo violino
e una viola che piange da sola,
perché no, una pianola,
qualche cosa che prenda
e che stringa alla gola, alla gola".
Il tecnico audio,
mi squadrò con un ghigno feroce,
ma il peggio è stato
quando ho fatto sentire la voce,
così piena di ragni di granchi di rane,
e altre cose un po' strane,
una voce da regno dei più,
o da festival del sottosuolo,
una voce oltretutto
che mi accompagnavo da solo.
Autobiografia industriale,
viva le tette dell'industria culturale,
tette opulente e dissetanti,
ma in definitiva un po' troppo pesanti.

Io a quel tempo,
stavo ancora aspettando Godot,
cioé aspettavo la morte
per poter dire "rinascerò",
fatto diverso,
collegato d'amore alle masse,
più cultura, più lotta di classe,
ma Godot non è mai arrivato,
si fa le cose sue,
ed è meglio così, certo
per tutti e due.
Come prodotto,
non sono riuscito un granché,
vendono certo,
molto più Jagermeister di me,
ma lo confesso,
questo in fondo è un piacere da poco,
e non prova che sono diverso,
seriamente diverso,
come amaro il tuo calice vita,
com'è amaro il tuo gioco.
Autobiografia industriale,
cioè come il latte dell'industria culturale,
un latte amaro, molto indigesto,
ma soprattutto un po' troppo caro.

La confezione,
con il marchio di verginità,
l'hanno affidata
a un fotografo di qualità,
che in verità,
al vedermi rimase perplesso,
con quella faccia da fesso
potrei fotografarlo,
solamente in un cesso, magari
con un po' di velluto rosso.
Il primo giorno
che ho messo un piede alla EMI,
mi hanno guardato,
sembravano tutti un po' scemi,
ma oggi ho capito
che di tutti il più scemo ero io,
l'unico che si prendeva sul serio
e restava anche male,
un incrocio terribile insomma,
tra un coglione ed un criminale.
Autobiografia industriale,
come inserirsi nell'industria culturale,
cioé come possono gli intellettuali,
dare una mano,
per mantenere gli stessi rapporti sociali.



Jodd
27/2/10 22:17
Artista: Claudio Lolli
Album: Disoccupate Le Strade Dai Sogni
Titolo: Canzone Scritta Su Un Muro




Salve ragazzo che passi il giorno,
alla finestra della tua stanza.
Finché tristezza insieme alla sera,
accende finestre in lontananza.
Guardi le spalle di chi lavora,
davanti a te.
Corpo di uomo, scarica casse,
chissà perché.
Quando vorrai buttarti di sotto,
e fare i conti con la tua impazienza
e accenderai la sigaretta
di cui il condannato non può fare senza.
Questa canzone scritta su un muro
ti arriverà ne sono sicuro,
con le sue povere scarne parole,
libere come ragazze sole,
questa canzone scritta di niente,
sceglierà te tra tutta la gente,
per l'ultimo brindisi l'ultimo addio,
l'ultima cara bestemmia "per dio!".

E salve uomo che ogni mattina,
rinunci a un grammo del tuo destino,
salti su un tram intirizzito,
addormentato dentro a un vestito.
Fra i marciapiedi lisci e deserti
di una città,
chissà se il sole questa mattina,
ti troverà.
Il giorno che vorrai dire basta,
il giorno che scuoterai la testa,
e vorrai prender quel che ti spetta,
dalla tua vita e da chi la calpesta.
Questa canzone scritta sul muro,
ti arriverà vorrei esser sicuro,
con le sue povere scarne parole,
libere come ragazze sole.
Questa canzone scritta di rosso,
sarà con te a saltare quel fosso,
sarà con te insieme a te canterà,
il primo giorno di libertà.

E salve gente senza un colore,
senza un problema senza un dolore,
gente coperta da scorie gravi,
per ogni occhio ha almeno due travi,
gente sepolta dal carnevale di una città,
sotto il peso di una tremenda felicità.
Gente che ride quando si parla,
gente che ride quando si canta,
gente convinta che vivere sia,
accontentarsi e godersi quel tanto.
Questa canzone scritta sul muro
vi colpirà ne sono sicuro,
con le sue povere scarne parole
ma libere come ragazze sole,
questa canzone scritta di rabbia,
ognuno di voi per sua voglio che l'abbia,
per me sarà stringervi tra le mie braccia
e uno ad uno sputarvi in faccia.

Salve ragazzo con la chitarra,
che sporchi i muri di una città
e godi ormai sopra una panca
il tuo primo sonno in tranquillità.
A grandi passi scopre il misfatto
il nuovo mattino.
Con la tua morte scopre i tuoi segni
un po' da bambino.
A passi lenti verrà col secchio,
della vernice un imbianchino.
Sbuffando oggi doppio lavoro,
tutto per colpa di questo cretino.
E la tua canzone scritta sul muro,
cancellerà ne sono sicuro
e basterà appena una mano,
perché il suo suono si spenga piano.
La tua canzone, il tuo testamento,
come una foglia goduta dal vento,
e dei tuoi amori, di quel che sei stato,
resterà solo quel muro imbiancato.



Jodd
8/5/10 23:53
Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: "Si comincia !"

E ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con due pacchetti al giorno,
di farmi trovar lì da chi mi vuole
sempre nella mia camicia...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare,
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l'altro so rifare...

E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
nel mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
" Ci vediam più tardi ..."

E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza ( F.Guccini)
Jodd
27/5/10 22:01
Con santa pazienza ho dovuto aspettare
con tanta buonafede sono stato ad ascoltare
cara democrazia sono stato al tuo gioco
anche quando il gioco si era fatto pesante

Così mi sento tradito o sono stato ingannato
mi sento come partito e non ancora approdato
sento un vuoto,sento un vuoto al mio fianco
e nessuna certezza messa a nero su bianco

Con benedetta arroganza sono stato avvilito
con quanta leggerezza sono stato alleggerito
cara, cara democrazia cara gemma imperfetta
equazione sbagliata non scritta e mai corretta

devotissimi della Chiesa,fedelissimi del pallone
nullapensanti della televisione e voi ragazzi del coro
le casalinghe sempre d'accordo
e la classe operaia nemmeno me la ricordo

democrazie pubblicitarie, democrazie allo stadio
democrazie quotate in borsa, fantademocrazie
libertà autoritarie e libertà egualitarie
democrazie del lavoro, democrazie del ricordo e della dignità

Hai delle pessime orchestre
che brutta musica che sento
qui si secca il fiore e il frutto
e il ns tempo sono giorni duri
sono giorni bugiardi

CARA DEMOCRAZIA RITORNA A CASA
CHE NON E' TARDI

Non sai con quanta pazienza ho dovuto aspettare
non sai con quanta buonafede
sono stato ad ascoltare
sono giorni duri sono giorni bugiardi

CARA DEMOCRAZIA RITORNA A CASA CHE NON E' TARDI

Cara democrazia ( Ivano Fossati)
Jodd
27/5/10 22:04

Artista: Rino Gaetano
Album: Nuntereggae Più
Titolo: Nuntereggae Più


Abbasso e alè
abbasso e alè
abbasso e alè con le canzoni
senza fatti e soluzioni
la castità
la verginità
la sposa in bianco il maschio forte
i ministri puliti i buffoni di corte
ladri di polli
super pensioni
ladri di stato e stupratori
il grasso ventre dei commendatori
diete politicizzate
evasori legalizzati
auto blu
sangue blu
cieli blu
amore blu
rock and blues
NUNTEREGGAEPIU'
Eya alalà
pci psi
dc dc
pci psi pli pri
dc dc dc dc
Cazzaniga
avvocato Agnelli Umberto Agnelli
Susanna Agnelli Monti Pirelli
dribbla Causio che passa a Tardelli
Musella Antognoni Zaccarelli
Gianni Brera
Bearzot
Monzon Panatta Rivera D'Ambrosio
Lauda Thoeni Maurizio Costanzo Mike Bongiorno
Villaggio Raffa Guccini
onorevole eccellenza cavaliere senatore
nobildonna eminenza monsignore
vossia cherie mon amour
NUNTEREGGAEPIU'
Immunità parlamentare
abbasso e alè
il numero 5 sta in panchina
s'è alzato male stamattina
mi sia consentito dire
il nostro è un partito serio
disponibile al confronto
nella misura in cui
alternativo
aliena ogni compromesso
ahi lo stress
Freud e il sess
è tutto un cess
ci sarà la ress
se quest'estate andremo al mare
solo i soldi e tanto amore
e vivremo nel terrore che ci rubino l'argenteria
è più prosa che poesia
dove sei tu? non m'ami piu'?
dove sei tu? io voglio tu
soltanto tu dove sei tu?
NUNTEREGGAEPIU'
Ue paisà
il bricolage
il quindicidiciotto
il prosciutto cotto
il quarantotto
il sessantotto
il pitrentotto
sulla spiaggia di capocotta
Cartier Cardin Gucci
portobello e illusioni
lotteria a trecento milioni
mentre il popolo si gratta
a dama c'è chi fa la patta
a settemezzo c'ho la matta
mentre vedo tanta gente
che non c'ha l'acqua corrente
e non c'ha niente
ma chi me sente...
ma chi me sente
e allora amore mio ti amo
che bella sei
vali per sei
ci giurerei
ma è meglio lei
che bella sei
che bella lei
vale per sei
ci giurerei
sei meglio tu
che bella sei
NUNTEREGGAEPIU'



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