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Quelli che hanno votato "5 Stelle"

Le 5 stelle di Grillo?
Ferie extra-lusso in Kenya
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Ultima modifica: 8/4/10 10:03 - AQ

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AQ(54)
8/4/10 10:04
Leggo su un blog in internet

La lista, quella che in nome dei suoi strali s’è presentata alle ultime Regionali meritandosi il «vaffa» del Pd perché «ci ha rovinati», l’ha lasciata a casa. Le cinque stelle invece se l’è portate appresso: destinazione Kenya, luxury resort Blu Key sulla spiaggia di Seversand, Malindi, «un’oasi di tranquillità» descrive il sito web, «venti grandi stanze e otto splendide ville private immerse in un lussureggiante giardino tropicale e affacciate sull’Oceano Indiano».
La notizia la dà il portale italiano in Kenya, non senza ironia sulla «meritata settimana di vacanza» del «fustigatore dei costumi degli italiani». Il quale adesso finalmente «potrà ricredersi: Malindi sa ospitare chiunque, senza preclusioni di “casta”». Sì, perché proprio contro le vacanze della casta a Malindi Grillo si scagliò un paio d’anni fa, scrivendo sul suo blog: «I figli e gli eredi della prima Repubblica si scaldano, come lucertole al sole, nelle spiagge di Malindi. Bobo Craxi e Giovanna Melandri pasteggiano a champagne e aragoste. Forse li salverà la nostra aeronautica militare». Ce l’aveva col fatto che nel frattempo le etnie keniote si stavano «massacrando sotto gli occhi del mondo». Loro, i kenioti, evidentemente non gradirono il surplus di solidarietà, se oggi scrivono che la presenza del Savonarola della seconda Repubblica e del Terzo millennio dimostra che «Malindi si è ripulita da quell’immagine spesso distorta che negli anni passati la mostrava agli occhi di certa critica intellettuale e “contro” come un porto franco di vipparoli di serie B e personaggi poco raccomandabili o dalla dubbia moralità». Welcome in Africa, allora. Ornella Vanoni, Flavio Briatore e lui, Beppe Grillo.
Il problema di attirarsi le «gnere», e cioè le pernacchie per dirla nel dialetto genovese del fu comico oggi politico per interposto candidato, è che Grillo ha fatto della sua immagine di moralizzatore dostoevskjiano la sua forza.
«Predichi bene e razzoli male», lo accusarono un anno fa i blogger. Erano i tempi in cui Grillo prese casa in Svizzera. Quando uscì la notizia, lui precisò imbarazzato: «Sì, ho comprato un appartamento a Lugano perché se mi oscurano il blog sono pronto a ripartire il giorno stesso con beppegrillo.ch o beppegrillo.eu». I grillini lo coprirono di insulti all’urlo di: «Se mi oscurano, la compri anche a me la casa in Svizzera?». Tanto più che lui aveva subito messo le mani avanti: «Speravo che la notizia non si diffondesse. Non vorrei che venisse interpretata come una mossa codarda o che qualcuno cominciasse a dire che ho comprato la villa in Svizzera. Non è una fuga dalle tasse. L’eventuale trasferimento riguarderebbe solo il blog, non me». Excusatio non petita, accusatio manifesta, tuonarono i blogger.
Non gliela fecero passare. Fecero notare che un dominio, che sia eu, com, ch o info, «lo puoi acquistare direttamente dall’Italia, senza bisogno di espatriare». E ci fu chi, potenza dell’allievo che supera il maestro, si prese pure la briga di andare a verificare che il dominio www.beppegrillo.it «non è intestato a Giuseppe Grillo, ma a un certo Emanuele Bottaro», ergo: «Se il discorso del comico avesse una valenza logica, a espatriare doveva essere il dottor Bottaro», come scrisse il blogger Gabriele Mastellarini a Marco Travaglio. Senza contare che c’era stata, è vero, una proposta bavaglio, l’aveva presentata il Pd che avrebbe voluto imporre ai siti che fanno informazione la registrazione al Roc, il Registro operatori della comunicazione. «È la fine della Rete, traslocherò in uno Stato democratico», aveva tuonato lui. Peccato che proprio nei giorni dell’espatrio, invece, quella riforma fosse stata affossata dal Pdl, il partito del «regime» contro cui Grillo spara un giorno sì e l’altro pure, che invece di aiutarlo a fare i bagagli escluse ogni obbligo per i blog. Niente da fare, «è una legge fottiblogger» decretò senza neppure averla letta. Welcome in Svizzera. Mina, Rita Pavone, Lele Mora e lui, Beppe Grillo. E mica sotto il gasometro di Oberhausen nella Ruhr era andato, no. Già che c’era, Beppe scelse quello che lui stesso definì «un angolino tranquillo e sicuro, un posto carino», con vista sul lago di Lugano.
Dalle bufale all’Emmental. Al «Pilau» keniota, magari degustato sulla spiaggia «di sabbia bianca finissima riservata agli ospiti dell’hotel» con moglie e figli. «Ieri una giornata a base di mare al Paparemo Beach di Watamu, dove, accompagnato dall’amica Tania Missoni, ha goduto della splendida baia di Watamu. Nei prossimi giorni, invece, magari ci scappa anche un safari» si legge su malindikenya.net.
«Cooomodooo eeeh? Fustigare la casta e poi andarci in vacanza» direbbe Piero Ricca il «molestatore» dei potenti. Ma lui con Grillo non vuole più avere a che fare. Tempo fa lo accusò di averlo fatto lavorare da precario e poi licenziato. Grillo smentì, rinfacciandogli di cercare solo visibilità. Da che pulpito.
AQ(54)
8/4/10 10:05
Aggiungo:
se i voti del PD sono andati lì, siamo oltre che nella merda!
cieloverticale
9/4/10 0:00
Con quello che fa pagare per i suoi spettacoli, si può pagare quel tipo di vacanza fino alla fine della sua vita.
Potrebbe risparmiarci però il moralismo fatto sugli altri.
Non conoscevo queste informazioni.Hai fatto bene a darle AQ
adri(53)
18/4/10 1:40
I consiglieri regionali uscenti dei PARTITI incassano liquidazioni di centinaia di migliaia di euro. In Lombardia, ad esempio, i consiglieri trombati riceveranno cifre fino a 455.000 euro. I consiglieri del MoVimento 5 Stelle sono dipendenti al servizio dei cittadini. I due consiglieri piemontesi si sono ridotti lo stipendio a 2.500 euro netti.). Il “taglio” dello stipendio da 10.000 € lordi a 2.500 € netti al mese è stato deciso dal Movimento 5 Stelle Piemonte che ritiene giusto adeguare i compensi dei politici, attualmente troppo alti. Davide Bono (eletto nel consiglio regionale piemontese) in un primo tempo aveva addirittura proposto una cifra inferiore quale stipendio “giusto” per un consigliere.
Postato da Beppe Grillo il 3 Aprile 2010

Se non puoi combattere le idee, diffama chi le diffonde. E' una vecchia tecnica, da regime,usata quando si e' completamente spiazzati ed a corto di idee.Come lo sono ora i politici tutti ed i loro galoppini,increduli di fronte al successo di una lista che non ha ne' sedi,ne'giornali,ne' radio,ne' sponsor .E che rifiuta il danaro pubblico ( loro,sempre a parlare dell'indispensabile "costo"della democrazia)
Il livore anti-grillini ,e' riuscito persino a dare dell'omicida a Grillo,per via di un incidente stradale accaduto 30 anni fa,che lo vide salvarsi per miracolo,mentre morirono gli occupanti che erano con lui.
Grillo e' un semplice cittadino,non si e' nemmeno presentato alle elezioni.Esprime solamente idee ,e non ha tessere di partito.Un cane sciolto.Loro la chiamano "Non-politica",perche' non concepiscono la politica al di fuori delle logiche di potere.
I suoi soldi PRIVATI li spende come gli pare.O chi ha un briciolo di cervello deve andare al mare solo a Vado Ligure ? O chi ha i soldi deve per forza dire solo cazzate?
AQ(54)
23/6/10 7:36
A quanto sembra anche l'Immacolato Tonino ha le dita sporche di colla.
adri(53)
26/6/10 16:37
Un grande rivoluzionario dell' 800 intuì che sono le situazioni che creano le persone e non il contrario.Ciò significa,ad esempio,che in una situazione di privilegio ,l' umana "tentazione" di approfittarne per sè o per un gruppo di cui si è partecipi è forte .E' vero,esistono anche le persone integerrime -e meno male- ma sperare che il nostro destino dipenda dall'arrivo di persone "elette" ,superiori agli umani vizi e vezzi, non può che provocare delusioni e sindromi di "tradimento".
Tonino Di Pietro ha le dita sporche di colla ? Può anche essere possibile ,anche se finora,a tutte le accuse che gli sono state mosse (in media ogni 6 mesi c'è uno scoop su di lui),ne è uscito lindo e pulito.
Il punto è trovare un sistema dove a chi maneggia denaro pubblico,cioè nostro,sia vietato usare la colla.E ciò è possibile solo depotenziando il ruolo dei politici ,dei partiti , decentrando il loro potere,sottoponendolo al controllo ed al giudizio dei cittadini, imponendo un limite temporale ai ruoli di rappresentanza e di governo , pagandoli come un qualsiasi funzionario dello stato.Qualcuno lo ha pensato ,lo ha scritto nero su bianco e sta provando a metterlo in pratica.


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