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La crisi economica
Riporto la tesi di una persona che stimo moltissimo sulla crisi che incombe sulle ns teste. Leggetela e poi ne ragioniamo su:
Non si tratta di una crisi economica, ma della fine dell'economia.
Non c'è alcuna ripresa in corso, quella che a qualche osservatore appare come tale è solo un'altra bolla speculativa, il tentativo disperato di creare ancora una volta danaro dal nulla.
Non ci può essere ripresa economica perché il nostro sistema capitalistico si fonda sulla conquista del territorio: se non ci sono territori nuovi da conquistare, collassa. Oggi territori nuovi non ce ne sono più... o meglio, qualcuno in Africa ce ne sarebbe, ma lo sta conquistando la Cina.
Al contrario di quel sostengono i tg, l'onda della crisi, o meglio, della fine, sta ora raggiungendo poco alla volta le economie domestiche di tutti.
Se i Signori della finanza non riescono con un'altra bolla speculativa a rinviare la catastrofe, l'economia mondiale collasserà entro 2 o 3 anni.
Il prossimo passo della crisi sarà il progressivo aumento di prezzo dei generi alimentari. È un problema previsto da anni, ma quasi nessuno ne parla. Gli esseri umani sono troppi, crescono troppo di numero e il cibo disponibile non può, fisicamente, crescere altrettanto: tra poco tempo, dall'illusione liberal-democratica - dove ciascuno si batte per poter avere ... il nuovo telefonino - si tornerà alla realtà: tutti si batteranno per avere cibo, il cibo sarà il bene più prezioso, come era sempre stato.
Il sistema economico mondiale sta per crollare.
Ognuno in cuor suo decida su cosa è bene impegnarsi e investire.
...
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Ultima modifica: 7/1/10 22:14 -
calasi
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AQ
(54)
3/3/10 11:43
Lo so è tutta una facciata e spesso il delegato sindacale è culo e camicia con la proprietà, anzi è "il padrone" che chiede al sindacato (in questo caso la CGIL che è la più fore in zona , le altre sigle raccolgono quasi nulla) di avere sempre quel delegato anche dopo un tot di anni che è presente e ciò non dovrebbe accadere.
Mi sto convincendo sempre più che il colore politico non significhi più nulla.
Se un personaggio è veramente democratico o onesto può essere di qualsiasi partito ma comunque viene emarginato.
Entrare in politica evidentemente ci si arricchisce ecco perchè tutti corrono e sbracciano per arrivare primi.
Jodd
4/3/10 21:28
Caro AQ
Il Tuo convincimento direi allo stato embrionale, senza alcuna presunzione, e con esperienze vissute sulla propria pelle-è anche il mio, ormai consolidato da decenni.
Oggi il colore politico non conta più nulla. Se un uomo è onesto fà parte di un suo modo d'essere, qualunque sia la casacca indossata e/o le appartenenze dichiarate. Purtroppo, a mio avviso la corruzione nel ns paese-investe spesso le caste, e i poteri forti-per cui-gli "onesti" rischiano l'isolamento, oppure in molti casi "lo stop" su certi limiti, considerati invalicabili poichè pianeti popolati da pochi potenti ed intoccabili. Inutile ricordare, nomi ben noti-che si sono spinti molto oltre quei limiti sopra in passato-pagando il prezzo del loro coraggio a volte con la vita.
Dici bene-sull'entrare in politica. Cambiano le facce, ma il gioco/farsa si ripete, con quella che diventa un enorme pappatoia, o delle megagigantesche tette ove suggere, senza ritegno.
L'entrare in politica solitamente con la candidatura di più soggetti ( all'origine sconosciuti ai più) a mio avviso, è qualcosa oggi di paragonabile ad una gara d'appalto infinita, per la ricostruzione di un opera perennemente incompiuta-e senza l'aggravio di clausole che determinino penalità.
Ovviamente-dinanzi una simile ghiottonerìa-sono in molti a corrervi dietro.
calasi
(55)
6/3/10 11:01
Intanto la crisi avanza, i posti di lavoro diminuiscono, i negozi e persino i piccoli supermercati chiudono e aumenta no gli iscritti alla cassa integrazione. Oggi non si sa più a che santo votarsi, figuriamoci poi alla scelta sul voto!
Jodd
7/3/10 18:38
Per quello che può valere...nell'incertezza generale..ho varato il DL Jodd..da qualcuno ovviamente non condiviso.
Ma nell'ottica del DL utopistico cui sopra ( conto di porre altri aggiornamenti) la sostanza è che occorre varare riforme epocali per tentare d'uscire dal baratro della crisi. Viste le continue proteste di piazza, gli evidenti scontri sociali,il persistente caos dovuto al malessere generale, specie per le fasce deboli-se riforme non ci saranno e a breve-la democrazia è in pericolo.
adri
(53)
17/3/10 10:32
Il parlamentare più ricco è ancora una volta lui, Silvio Berlusconi. Nella dichiarazione Irpef del 2009 (relativa al periodo di imposta 2008) ha denunciato 23 milioni 57mila e 981 euro di reddito imponibile, mentre nel 2008 il Cavaliere aveva un reddito di 14 milioni e 532mila euro.
Evvai Cavaliere !Questa volta ci hai azzeccato :la crisi -per te-e' alle spalle.
Lo e' anche per me,ma la differenza e' che sento qualcosa premere prepotentemente all'altezza dei glutei.
marnie
(50)
17/3/10 20:36
Invece io, adri, sono preoccupata per il povero Tremonti. Sono tentata di proporre agli amici di affinities una colletta per il nostro ministro:-)
Xyriana
(55)
18/3/10 13:31
Eh certo anche per me tra poco sarà alle spalle perchè sarò disoccupata e quindi non potrò parlare di crisi ma chi glielo spiega al mio padrone di casa quando non potrò pagare l'affitto? :(
calasi
(55)
26/3/10 9:00
Il ns apo dice che la crisi è alle spalle quando poi vedo che la gente diserta perfino i supermercati o compra con i soldi contati come mi è capitato di vedere proprio ieri. Forse per lui la crisi non esiste o se esiste non ne risente molto, ma per chi vive di stipendio o cmq del proprio lavoro esiste eccome! Persino i piccoli supermarket stanno chiudendo. E tra alti e bassi sicuramente non finisce qui trattandosi di una crisi mondiale. L'esaltato ottimismo del Capo ci fa solo incazzare, vero?
morena
(57)
26/3/10 19:12
Sono d'accordo con Marnie. Tremonti con un reddito così basso, come farà ad andare avanti, poverino! :-)
doretta_g
(56)
4/4/10 18:18
La crisi avanza ma intanto quest'anno un milione in più dello scoso anno ha deciso di gettare al vento i risparmi per il ponte pasquale.
La verità è che la crisi non è per tutti, purtroppo ma per alcuni c'è, per altri no e per altri ancora serve per marciarci sopra e guadagnare.
Con la crisi c'è sempre chi sciacalla, magari seminando pure il panico.
calasi
(55)
8/4/10 9:02
Infatti qs crisi comporta un divario più grande tra coloro che cmq si potevano definire ricchi e coloro, il cosidetto ceto medio, che oggi si ritrovano ad essere i nuovi poveri. Senza voler equiparare qs ultimi ai veri poveri, oggi il ceto medio che vive del suo stipendio fisso non può più permettersi di fare la vita di prima, ossia, comprare un paio di scarpe in più, mangiare primizie, permettersi una donna delle pulizie ed altro. Oggi si deve risparmiare tanto i soldi vanno via lo stesso dato che tutto aumenta, che per fare un minimo di spesa familiare al supermercato si volatilizzano quasi sempre dalle 60 alle 100 euro. In più mettiamoci la benzina. Qui a Roma stanno chiudendo negozi storici, anche negozi per bambini (si sa che si rinuncia a tutto ma per i piccoli si spende sempre), in compenso aprono pizzerie a taglio e tavole calde oltre all'nivasione di quei negozietti che comprano oro! Il fatto che la gente sperperi il danaro che ha in viaggi, mi riporta a tantissimi anni fa, dopo la caduta della DC, allorchè ci ritrovammo sulle spalle un debito pro capite di alcuni milioni. La gente non credeva più nel risparmio che poteva diventare carta straccia da un momento all'altro. Ora riviviamo qs periodo, dove non sappiamo cosa succederà domani.Mettere soldi in banca, non conviene perchè sono più le spese che quello che hai di interesse. Investire in qualcosa con le quotazioni di borsa che vanno su e giù non è pratico nè degno di nota per i troppi rischi. Coloro che hanno, investono all'estero, e da noi chiudono le aziende. Che fare in tal caso?
Jodd
10/4/10 15:33
Che fare in tal caso?
E' la domanda sacrosanta che si pongono milioni di Italiani.
Per quello che mi riguarda, ( ma è una goccia sul mare!!) la mia risposta ( semi-isolata e minoritaria) è stata pubblicata ( più volte!) l' 11-2-2010, e conto di fare altri aggiornamenti.
Purtroppo-siamo stati così abituati da chi ci fà promesse e non le mantiene-per sessantadue anni-nel senso di andare ( a capo chino) a votare, illudendosi che la nomina di nuovi volti ( solitamente più interessati alla loro scalata e tornaconto) possa cambiare in meglio le sorti del ns paese.
Ma gli Italiani in generale e storicamente ( nessuno me ne voglia) è stato e forse sarà per sempre-un popolo di dominati inermi e passivi agli altrui poteri ( sia d'oltremare -vedi USA -che di casa) per non parlare dei confinanti ( Impero Austro-ungarico, Germania di Hitler etc.). Noi-straripeto-non siamo un popolo di colonizzatori, nè guerrafondai-e ciò-ha due diverse facce della medaglia-ovvero il volto del pacifista/caritatevole/diplomatico subdolo a tutti i costi-e sin qui bene-e l'altra faccia fatta di pavidità mista a conigliera viltà-e qui-male.
La rivoluzione francese è qualcosa ai ns occhi di fantasmagorico-eppure in contesti storici diversi le motivazioni erano pressapoco simili-ovvero il popolo era stanco di patire miseria e fame-dal momento che la nobiltà di corte sfoggiava tanta opulenza e ricchezza a danno della cosidetta gleba.
E che dire dell'ex Jugoslavia?
Anch'esso un esempio che non c'insegna nulla-varie etnìe-che cozzano tra loro e non possono più condividere in democrazia il territorio ove risiedono-sino al punto di scannarsi tra loro, per la supremazia totale e di razza. Mi pare che dall'islam provengano le prime avvisaglie ( in tutta la UE) e in maniera più sporadica si ravvisa qualche "fuocherello" nei quartieri italo-cinesi oramai conquistati da quest'ultimi e in molte città d'Italia.
Jodd
10/4/10 16:26
Mi pare quindi ovvio-alla luce di questi aspetti ( ma ve ne sono altri) , della tendenza/compiacimento della classe industriale più propensa, a cedere lavoro agli stranieri con manodopera a basso costo sia qui che all'estero--reali e manifesti- i timori esposti nel post sopra. Allora cosa facciamo? Aspettiamo come una preda e il suo predatore di farci sopraffare, vista l'incurìa istituzionale dovuta ai gravi dissesti societari e squilibri economici non più geo-politicamente controllabili??
Certamente nò. Ma occorre a mio avviso, togliersi una volta x tutte dalla testa tipicamente italiana che non esiste un potere "buono" e che votare e/o leccare il culo per x o y -non si trasforma in raccomandazione certa per i ns interessi, bensì nell'ennesima presa x il culo.
In un altro post-durante le ultime elezioni alla luce del grande astensionismo in atto-dicevo di un tale anonimo ( scheda nulla-pubblicata dai media) che scrisse la frase: "Quando la politica costerà meno, tornerò a votare".
Provate ad immaginare gli effetti e le ripercussioni Istituzionali a . "corte"....se centinaia, migliaia, milioni di "votanti" emulassero tale gesto, in segno di globale protesta.
Forse tra il putiferio e probabili risse "parlamentari" che si andrebbero a scatenare-si farà ( pena il non voto con allegata protesta) la tanta invocata riduzione e tagli ai costi della politica ( a mio avviso cancro n.1 da debellare sulle tasche dei cittadini) oppure nell'ipotesi più pessimista, l'evolversi di un nuovo status dittatoriale.
Da italiano medio-forse tra i più imperfetti e peggiori d'altri-accetterei -senza cullarmi ancora oltre- che esistano poteri giusti quanto forti a risolvermi i problemi, e dopo sessantadue anni di repubblica dalle "speranzose attese puntualmente vanificate"-accetterei dicevo e senza indugi -i due potenziali scenari cui sopra.
Se non altro-dopo decenni d'incertezze e " scambi di ...poltrone-" l'insolvenza di questo farraginoso quanto letargico governare ( da ambo schieramenti) cesserà-e l'italiano ritornerà a somigliare al suo predecessore risorgimentale!
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