Le cose belle e brutte
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"Il bello scrivere" - similitudini e metafore
\"Il bello scrivere\" - frasi ipnotiche
\"Il bello scrivere\" - scritture parallele
\"Il bello scrivere\" - descrizioni
\"Il bello scrivere\" - stati di ispirazione
\"Il bello scrivere\" - situazioni insolite
Da quando parla e cammina, l'uomo adopera modi di dire, usa la sua fantasia e spesso lo fa senza saperlo, attorciglia certi suoi pensieri per esprimere concetti che potrebbero essere comunicati in modi più semplici. Diciamo che siamo tutto orecchi, per dire che siamo attenti, o che abbiamo il cuore in mano quando siamo aperti emotivamente e disposti a metterci tutto di noi stessi e così con infiniti modi di dire che rendono bene e colorano quello che desideriamo far sapere e per i quali usiamo la fertilità della nostra fantasia, proviamo ad esprimere noi stessi con parole che vadano al di là del loro stesso significato letterale per cogliere le sensazioni, gli umori, le fantasie ben oltre ciò che sentivamo di voler dire sul primo momento. Molte volte le parole assumono significati diversi e confondono chi le ascolta. Se sono semplici, fateci caso, arrivano più in fretta e si esauriscono e scompaiono prive di consistenza. Se però elaboro quello che intendo dire, se lo rendo un po' meno semplice e riesco a impegnare la mente, mi sembra che queste parole rimangano più profonde, se ne stiano un po' nascoste fino a scuotere prima o poi la nostra considerazione. Questo modo di parlare crea dimensioni diverse e sono degli stimoli al nostro pensiero. La metafora, l'analogia, la parabola, le favole delle nostre madri sono tutti modi per comunicare significati in modo più profondo.
(Liberamente tratto da Giampiero Mosconi "Erickson - La trance ipnotica come terapia")
Quante volte avrete udito frasi come queste: "Quella ragazza ha un brillante avvenire", oppure: "Quell'individuo ha un passato colorito". Se utilizziamo queste metafore come fossero descrizioni precise del processo interno di pensiero del parlante esse possono fornirci la chiave per imparare a trasformare in modo produttivo la nostra stessa esperienza.
Per esempio, in questo preciso momento osservate in che modo vi raffigurate un evento futuro gradevole nella vostra stessa vita... poi rendete più luminosa quella stessa immagine, e fate attenzione a come mutano le vostre sensazioni. Quando rendete più luminosa quella immagine, non vi dà l'effetto di attendere quell'evento con desiderio ancora maggiore? La maggior parte delle persone reagiscono più marcatamente a un'immagine più luminosa.
Adesso prendete un ricordo gradevole del vostro passato , e rendete i colori più forti e più intensi, proprio in senso letterale... In che modo il fatto di avere un "passato colorito" muta l'intensità della vostra reazione a questo ricordo? Se non osservate alcuna differenza nelle vostre sensazioni quando rendete più colorito il vostro ricordo, cercate di vedere quello stesso ricordo in bianco e nero. Quando l'immagine perde il proprio colore, in genere la reazione s'indebolisce.
Un'altra espressione di uso comune è: "Aggiungi qualche scintilla alla tua vita". Provate a rievocare l'immagine di una esperienza gradevole, e cospargete letteralmente quell'immagine di piccoli punti luminosi scintillanti poi osservate in che modo ciò modifichi la vostra reazione a livello di sensazioni.
(Richard Bandler)
L'amore di chi non amiamo si deposita sulla superficie e da lì evapora in fretta.
(Da Paolo Giordano "La Solitudine dei Numeri Primi")
Bobby restò colpito dalla crudeltà che vi avvertì, sprofondata in quelle parole come una scheggia di vetro in una caramella.
(da Stephen King "Cuori in Atlantide")
Ci sarà utile quanto un ombrello solubile in acqua
(Da Neil Gaiman "I Ragazzi Di Anansi")
Sotto di me, scalo ferroviario, i binari neri tesi a ragnatela, non ordinatamente disposti da un ingegnere, ma quasi disegnati da un cataclisma, come esili crepe nel ghiaccio polare che la macchina fotografica registra in gradazioni di nero.
(da Henry Miller "Tropico del Cancro")
Il cielo è di cenere. Nebbia su per il fiume, nebbia giù per il fiume, nebbia che morde le mani della piccola fiammiferaia. I passanti dai ponti dell'Isola dei Cani guardano un infimo cielo di nebbia, avvolti essi stessi nella nebbia come in una mongolfiera sospesa sotto la nebbia bruna, ch'io non credea che morte tanta n'avesse disfatta. Odore di stazione e fuliggine.
(Da Umberto Eco "La misteriosa fiamma della Regina Loana")
Da sotto il colletto gli stava affiorando un cerchio rosso. Io lo guardai salire affascinato. Era un po' come guardare un cartone animato di Disney in cui Paperino si sforza invano di controllare i nervi. Si sa che non ne è capace; la suspense deriva dal non sapere per quanto tempo riuscirà a conservare una sembianza di ragionevolezza.
(da Stephen King "Cuori in Atlantide")
I pensieri di Paloma
\"L'Eleganza del Riccio\" - commento di morena
A me sono venute in mente le "metafore" di Neruda
http://it.youtube.com/watch
?v=jVyRrKcJ7DM&feature=related
http://video.giovani.it/metafore.html
Il mondo come metafora di qualcosa
Mario - Lei crede che tutto il mondo, voglio dire tutto il mondo, con il vento, i mari, gli alberi, le montagne, il fuoco, gli animali, le case, i deserti, le piogge...
Pablo - Adesso puoi già dire "eccetera"
Mario - Gli eccetera! Lei crede che il mondo intero sia la metafora di qualcosa?
La vita come metafora di qualcosa
E' possibile che le storie, al di là del loro accadere, del loro esistere, vogliano anche dire qualcosa? A dispetto del mio scetticismo, era rimasta in me qualche traccia di superstizione irrazionale, ad esempio proprio quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulteriore, significhino qualcosa; che la vita con le sue vicende racconti qualcosa di sé, ci sveli gradatamente qualche suo segreto, stia davanti a noi come un rebus il cui senso è necessario decifrare...
(Milan Kundera "Lo Scherzo")
Deve qui essere all'opera un destino propizio che apparecchi a una natura straordinaria circostanze straordinarie. Si verifica allora quel che Knebel è venuto a sapere a novant'anni: "Nella vita della maggior parte degli uomini si ritrova un certo disegno che, per così dire, è già tracciato dalla loro natura e dalle circostanze che li guidano. Per quanto alterne e mutevoli siano le vicende della vita, alla fine si rivela una certa coerenza del tutto. Si vede la mano di un destino determinato, per quanto nascostamente agisca: mossa da un'azione esterna o da una pulsione interna; perfino moventi contrastanti si volgono spesso nella sua direzione".
(Da Artur Schopenhauer "L'arte di conoscere se stessi")
http://it.youtube.com/watch
?v=CQdmUv8Gp1Y&feature=related
Il mondo come metafora della vita umana
In ogni elemento della meravigliosa natura in cui il giovane Milton cresceva egli leggeva un riferimento, quasi una ripetizione istruttiva, degli aspetti infiniti anche minimi delle vicende umane. In ogni elemento del mondo vegetale e animale, nei loro modi di adattamento, nelle sofferenze, nei piaceri e nei loro istintivi bisogni, in tutto quello che gli capitava sotto gli occhi Milton leggeva messaggi veri contenenti analogie, richiami, similitudini con i momenti della vita umana e cercando ogni volta di decriptarne il significato si accorgeva di quanto fosse facile per lui.
(Da Giampiero Mosconi "Erickson - La trance ipnotica come terapia")
Il proprio corpo come metafora di sé
Laura era perfettamente identificata con il proprio corpo, nel quale si sentiva come in un appartamento splendidamente arredato. E il corpo non era solo ciò che si vede allo specchio, la parte più preziosa era dentro. Per questo i nomi degli organi interni del corpo erano diventati la componente preferita del suo vocabolario.
Se voleva esprimere quanto l'aveva fatta soffrire l'amante la sera prima, diceva: "Appena è andato via ho dovuto vomitare". Benché parlasse spesso del suo vomito, Agnes dubitava che la sorella avesse mai vomitato. Il vomito non era la verità di Laura, era la sua poesia: la metafora, l'immagine lirica del dolore e del disgusto.
(Da Milan Kundera "L'Immortalità")
Il "Grund", il fondamento di sé ha carattere di metafora
In tutte le lingue che provengono dal latino, la parola ragione (ratio, reason, raison) ha due significati: prima di indicare la causa, indica la facoltà di riflettere. Anche la ragione nel senso di causa è sempre percepita come razionale. Una ragione la cui razionalità non sia trasparente sembra incapace di causare un effetto. Ma in tedesco ragione nel senso di causa si dice Grund, parola che non ha niente a che vedere con la ratio latina e che significa in origine suolo e poi fondamento. Nelle profondità di ciascuno di noi è iscritto un Grund che è la causa permanente delle nostre azioni, che è il suolo sul quale cresce il nostro destino. Io cerco di cogliere in ognuno dei miei personaggi il suo Grund e sono sempre più convinto che esso abbia carattere di metafora. Senza un'immagine poetica non lo puoi comprendere.
(Da Milan Kundera "L'Immortalità")
La funzione dei simboli e delle metafore
La funzione dei simboli e delle metafore è quella di dare significato alla vita dell'uomo.
L'uomo ha assolutamente bisogno di idee e convinzioni generali che diano un significato alla sua vita e che permettano di individuare il suo posto nell'universo.
Quando è convinto che esse abbiano un senso, egli trova la forza di affrontare le più incredibili avversità; viceversa egli si sente sopraffatto quando, nel colmo della sventura, si trova costretto ad ammettere di essere coinvolto in una vicenda senza senso.
(Da Carl Jung "L'uomo e i suoi simboli")
Uno della mia specie
"Arrivederci" dissi.
Mi voltò le spalle e si allontanò. La sua alta figura vestita di nero sembrò ritagliarsi uno spazio nella sala affollata e sparire. Una strana calma m'invase. Mandai un sospiro, profondo, come se a un tratto avessi cambiato pelle. Mi sentivo vecchio e soddisfatto. L'impressione di aver incontrato qualcuno che conoscevo mi era passata attraverso il corpo come una scossa elettrica. Per un attimo, un attimo solo, avevo incontrato uno come me, un altro della mia specie. Ci eravamo riconosciuti.
(da Josephine Hart "Il Danno")
Un uomo come me, soprattutto finché è giovane, si sente costantemente, in tutte le situazioni della vita, simile a chi indossa abiti che non gli vanno bene.
(da Artur Schopenhauer "L'arte di conoscere se stessi")
Aspetto la legnata vera
Sono frastornato, stupito; le ultime due settimane mi hanno sballottato in un continuo di visite, abbracci, lacrime, rassicurazioni, telefonate, consigli, dettagli macabri, coincidenze, telegrammi, necrologi, funzioni religiose, problemi pratici, regali di matrimonio che seguitavano ad arrivare, caffè, parole, comprensione" tanta comprensione; ma in tutto questo ancora non soffro veramente. E Claudia sembra seguire me: frastornata, stupita, ma ancora lontana dal dolore vero. In quel turbinio siamo stati sempre insieme, senza separarci mai, e abbiamo fatto molte cose anche banali, tipo finire i compiti per le vacanze, o comprare un corredo nuovo per la scuola, o portare Dylan dal veterinario per un'infiammazione all'occhio. Ogni volta io pensavo che fosse l'ultima, come una specie di strana appendice della vecchia vita che si spingesse oltre l'evento con cui essa si era chiusa per sempre, e ogni volta mi aspettavo che dietro le divisioni a due cifre, il diario dei Simpson o il collirio per il cane si annidasse la legnata vera, per tutti e due, quella tremenda, che non era ancora arrivata. Ma ogni volta, con mia grande sorpresa, ne uscivamo indenni. Così ora mi chiedo se non sia oggi, il giorno terribile; se lo scoppio ritardato non sia previsto per questo primo giorno di scuola, il primo giorno in cui io e lei ci separeremo veramente e le cose normali riprenderanno il sopravvento sulla dolce, promiscua emergenza che ci ha avvolti per due settimane.
(da Sandro Veronesi "Caos Calmo")
Caos calmo
Gli altri genitori arrivano di schianto, tutti insieme, come se si fosse aperto un recinto che li contenesse: chi in motorino, chi in macchina, chi a piedi parlando al telefonino, ciascuno creando un problema che il vigile urbano non riesce a risolvere. Il vigile è cambiato, non è più quello di stamattina. C'è chi vuole fermarsi con la macchina in seconda fila proprio davanti al portone, chi si mette a chiacchierare in mezzo alla strada intralciando il traffico, e lui ha il suo bel daffare per cercare di mantenere un minimo di ordine.
Ma non ce la fa, è assalito da tutte le parti, e alle quattro e venticinque c'è il solito bordello di sempre, quello che ricordavo anch'io, le volte in cui venivo a prendere Claudia. Il caos. Però un caos gioioso, privo di drammaticità, perché i bambini, anche se non sono ancora usciti, hanno gia cominciato a spargere qua fuori la sostanza che permette loro di sopravvivere tra gli adulti, quella specie di antistaminico naturale che rilassa un po' i genitori e li fa regredire, e li rende non solo compatibili ma talvolta addirittura complici del caos del quale loro, i bambini, si sentono parte
(da Sandro Veronesi "Caos Calmo")
La melagrana coscienza
Solo quando riuscii a capire, di là dal mero suono delle parole, che cosa era stato effettivamente detto riuscii ad assimilare quanto quella semplice frase significava; e allora la crosta dei ricordi (per lungo tempo preposta a difendermi dai suoi contenuti) prese a schiudersi come una melagrana spaccata che mostrasse il suo tenero, livido e nodoso interno, a filtrare nella mia coscienza e a pretendere quell'indulgente attenzione che in genere solo un ascoltatore assai esperto e profumatamente pagato può permettersi di concedere.
(Da Amanda Prantera "Cerchio Segreto")
Le storie sono ragnatele
Le storie sono ragnatele collegate filo per filo, e si segue ogni storia verso il centro perché il centro è la sua fine. Ogni persona è un filo della storia.
“Le storie sono come ragni, con lunghe zampe, e sono come le ragnatele in cui l’uomo finisce aggrovigliato, ma che se le guardi sotto una foglia, nella rugiada del mattino, sembrano tanto belle con quel modo di collegarsi una all’altra strette strette”.
(Da Neil Gaiman "I Ragazzi Di Anansi")
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Ultima modifica: 6/1/10 10:27 -
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Crotalo
(48)
4/12/08 7:07
- Esile come un tratto di matita -
Quella ragazza che ora stava in piedi di fronte a lei, esile come un tratto di matita, non assomigliava più molto alla bambina assonnata che ogni mattina vestiva e poi accompagnava a scuola.
(Da Paolo Giordano "La Solitudine dei Numeri Primi")
Crotalo
(48)
4/12/08 8:43
- Gli sguardi... come una rete da pesca -
Suo padre gli aveva detto allora, raccontaci di questa festa. Mattia aveva stretto forte le mani, ma poi le aveva distese per bene sulle ginocchia, perché i suoi potessero vederle. Aveva scrollato le spalle e aveva risposto non c'è niente da raccontare, con quel suo tono dimesso. Sua madre si era alzata nervosamente ed era sparita in cucina. Suo padre, invece, gli si era avvicinato e gli aveva battuto due colpetti sulla spalla, come se sapesse di doverlo consolare per qualcosa.
Mattia si era ricordato di quando era bambino e, nelle giornate più calde d'estate, suo padre soffiava sul suo viso e su quello di Michela, a turno, per rinfrescarli. Si era ricordato di come sentiva il sudore evaporare dalla pelle, leggero leggero, e aveva provato una nostalgia lancinante, per una parte di mondo che era annegata nel fiume insieme a Michela.
Si domandò se i suoi compagni sapessero tutto. Se magari lo sapessero anche i professori. Sentì i loro sguardi furtivi intrecciati sopra la testa come una rete da pesca.
(Da Paolo Giordano "La Solitudine dei Numeri Primi")
Crotalo
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8/12/08 16:28
- Sono un gatto che ha battuto il naso -
"Come ti pare il mondo?" mi ha domandato Paola.
"Non so. Dicono che i gatti, quando cadono dalla finestra e battono il naso, dopo non sentono più gli odori e, siccome vivono di olfatto, non sanno più riconoscere le cose. Sono un gatto che ha battuto il naso. Io vedo delle cose, capisco di che si tratta, certo, laggiù dei negozi, qui sta passando una bicicletta, ecco degli alberi, ma non... non me li sento addosso, è come se cercassi di infilarmi la giacca di un altro."
"Un gatto che cerca di infilarsi una giacca con il naso. Devi avere ancora le metafore fuori posto...
(Da Umberto Eco "La misteriosa fiamma della Regina Loana")
Crotalo
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18/12/08 21:21
- Mal di schiena -
Gli doleva la schiena in un modo che cominciava dalle ginocchia e saliva fino alla fronte
(Da Neil Gaiman "I Ragazzi Di Anansi")
Crotalo
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19/12/08 11:29
- Quoziente di stranezza -
Come tutti gli esseri senzienti, Ciccio Charlie disponeva di un quoziente di stranezza. Per alcuni giorni l'ago era stato fisso sul rosso, puntando di tanto in tanto verso il massimo. Adesso il contatore saltò. Da questo momento in poi, sospettò, niente lo avrebbe più sorpreso. Non poteva più essere colto alla sprovvista. Era arrivato.
Si sbagliava, ovviamente.
(Da Neil Gaiman "I Ragazzi Di Anansi")
Crotalo
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20/12/08 18:31
- Le storie sono ragnatele -
Le storie sono ragnatele collegate filo per filo, e si segue ogni storia verso il centro perché il centro è la sua fine. Ogni persona è un filo della storia.
(Da Neil Gaiman "I Ragazzi Di Anansi")
Crotalo
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28/12/08 18:13
- Domande come chiavi -
Le domande che fino ad allora avevo evitato di far affiorare tintinnarono tra il conscio e l'inconscio come tante chiavi della camera segreta di Barbablù, respingendo, ora che si approssimavano all'obiettivo, la consueta censura.
(Da Amanda Prantera "Cerchio Segreto")
Crotalo
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2/1/09 10:00
- Il corpo come un orologio antico -
A ogni ritorno quotidiano allo stato cosciente torna anche la consapevolezza, implacabile, puntuale e rinnovata e lui giace completamente immobile sotto le coperte e ascolta con attenzione il proprio corpo, un po' come se si trattasse di un orologio antico che era stato avvertito di non acquistare per via della sua inaffidabilità. Però è ancora lì a ticchettare. Lui inspira piano, per vedere se il dolore al petto peggiora: no, c'è ancora, ma non più forte di prima. Prova cauto un colpo di tosse per vedere se riesce ancora a controllarlo: non è né peggiore né più intenso del giorno prima. Trae un sospiro più profondo e incomincia a flettere le membra lentamente e con maggiore soddisfazione. Dunque non è così indifferente alla morte come lui stesso vorrebbe credere.
(Da Amanda Prantera "Il Cabalista")
Crotalo
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5/1/09 0:21
- Il linguaggio è come una rete -
Ogni linguaggio è come una rete di navigazione. Le cose che hanno un nome sono punti fissi, allineati o confrontati, che permettono a chi parla di progettare la prossima mossa.
(Bruce Chatwin "In Patagonia")
Crotalo
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26/1/09 0:01
- Le persone comuni sono come i frutti dell'ippocastano -
La maggior parte degli uomini sono come i frutti dell'ippocastano: hanno l'aspetto delle castagne vere ma non sono commestibili. Nel Kural di Tiruvalluvar si dice: "La gente comune ha l'aspetto di esseri umani; non ho mai visto qualcosa di tanto simile all'uomo!" Moltissimi sono un amalgama di cattiveria e stupidità, tratti che in loro sono difficili da distinguere. L'espressione inglese a "dull scoundrel" - una stolta canaglia - li designa nel modo più efficace.
(Da Artur Schopenhauer "L'arte di conoscere se stessi")
Crotalo
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23/8/09 10:34
- Il vento è un gigante -
C'è un vento terribile. Sembra che un gigante si diverta a scuotere gli alberi. Sinistro quel rumore di foglie umide.
(Da Brigitte Aubert "Favole di morte")
6/1/10 10:27
**** Il testo è stato modificato da ME&IO ****
ME&IO
(60)
6/1/10 10:29
Mi son permesso di integrare,a proposito del libro "Iragazzi di Anansi" di H.Gaiman,una ulteriore frase tratta dal libro....
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