Le cose belle e brutte
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Le religioni nel mondo
Per fare trionfare il male, è sufficiente che le presunte forze del bene se ne stiano ad assistere inoperose ed inermi.
Le ns radici sono cristiane ma anche molte abitudini.
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Dov'era Dio?
Anne Graham, figlia del noto predicatore Billy Graham, fu intervistata in occasione del disastro delle Torri Gemelle (le Twin Towers) negli Stati Uniti. L'intervistatrice le chiese: "Come può Dio permettere che accadano cose come queste?" Anne diede la risposta che segue.
Per anni la nostra nazione ha detto a Dio di uscire dalle nostre scuole, di uscire dal nostro governo, e di uscire dalle nostre vite. Come possiamo ora aspettarci che Dio ci dia la sua benedizione e la sua protezione se gli abbiamo detto di andarsene?
Vediamo, credo che sia iniziato quando Madeline Murray O'Hara si lamentò che non si doveva pregare nelle scuole, e dicemmo va bene.
Poi qualcuno disse che nelle scuole non bisogna leggere la Bibbia (dopotutto la Bibbia dice non uccidere, non rubare, e ama il tuo prossimo come te stesso), e dicemmo va bene.
Poi il dottor Benjamin Spock disse che non dobbiamo castigare i nostri figli quando si comportano male, perché la loro personalità e la loro autostima potrebbero subire qualche trauma (eppure il figlio di Spock si suicidò). E noi pensammo che un esperto doveva ben sapere ciò che diceva, quindi dicemmo va bene.
Poi qualcuno disse che insegnanti ed educatori non devono disciplinare i nostri figli quando si comportano male. E i direttori di scuola imposero che non si alzasse neppure un dito per evitare di fare una cattiva pubblicità ai loro istituti (eppure c'è una bella differenza tra il disciplinare a scopo educativo, e il picchiare, umiliare, prendere a calci, ecc). E noi dicemmo va bene.
Poi qualcuno disse, permettiamo alle nostre figlie di abortire se vogliono, e che non debbano dirlo ai loro genitori. E dicemmo va bene.
Poi qualche educatore disse che i ragazzi sono ragazzi e dopotutto hanno bisogno di sfogarsi, quindi perché non dare ai nostri figli tutti i preservativi che vogliono, così possono spassarsela quanto gli pare, e non dovranno dire ai loro genitori che li hanno avuti proprio dalla scuola. E dicemmo va bene.
Poi qualcuno disse, stampiamo riviste con foto di donne nude e definiamolo "sano apprezzamento della bellezza del corpo femminile". E dicemmo va bene.
E poi qualcuno fece un ulteriore passo e pubblicò foto di bambini nudi e andò ancora oltre rendendole disponibili su internet. E dicemmo va bene. Dopotutto, bisogna proteggere la libertà di espressione... E così l'industria dello spettacolo disse: allora facciamo anche dei film che promuovano irriverenza, violenza e sesso illecito, e incidiamo canzoni che incoraggino violenza, uso di droga, omicidio, suicidio e pratiche occulte. E dicemmo, dopotutto è solo sano divertimento, non può avere effetti negativi, e tanto nessuno prende sul serio queste cose, perciò facciamolo.
Ora ci stiamo chiedendo perché i nostri figli non hanno coscienza, perché non sanno distinguere il bene dal male, e perché non gliene importa nulla se uccidono stranieri, i loro compagni di classe, e se stessi. Probabilmente, se ci pensiamo a sufficienza, ci renderemo conto del problema. Ha molto a che fare con questo: "Raccogliamo ciò che NOI abbiamo seminato".
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Bizzarro come è semplice per la gente mettere nell'immondizia Dio e meravigliarsi perché il mondo sta andando alla rovina. Curioso come la gente crede a tutto ciò che dicono i giornali e invece contesta ciò che dice la Bibbia.
Bizzarro come ognuno vuole andare in paradiso ma al tempo stesso non credere, non pensare o non fare niente di ciò che dice la Bibbia.
Bizzarro come qualcuno dice "Io credo in Dio" nonostante che segua Satana il quale peraltro "crede in Dio".
Bizzarro come tanti sono bravi nell'inviare via email migliaia di giochi che poi si propagano come incendi, ma quando voi cominciate ad inviare messaggi che parlano del Signore, la gente ci pensa due volte prima di farsi partecipe.
Bizzarro come il lascivo, il crudo, il volgare e l'osceno circolino liberamente su internet, mentre le discussioni pubbliche a scuola o sul posto di lavoro su Dio vengono soppresse.
Bizzarro come qualcuno possa scaldarsi tanto per Cristo la domenica, mentre è di fatto un cristiano invisibile durante il resto della settimana.
Bizzarro come quando voi ricevete un messaggio come questo non lo inviate a molti nel vostro indirizzario, poiché voi non siete sicuri del loro credo, o di come vi considereranno per il messaggio ricevuto. Bizzarro come io sia più preoccupato di cosa la gente pensa di me piuttosto di essere preoccupato di cosa DIO pensa di me.
Sgomberare la nostra mente da Dio, non è liberarla perchè dopo vi entra di tutto!
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Ultima modifica: 19/1/10 15:39 -
Jodd
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Jodd
15/3/10 23:18
Con l'introduzione del Buddhismo e la sua rapida adozione a corte, divenne necessario spiegare l'apparente differenza tra il credo nativo giapponese e gli insegnamenti buddhisti. In effetti lo Shintoismo non ebbe un nome fino a che non divenne necessario distinguerlo dal Buddhismo. Quest'ultimo non penetrò spazzando via la precedente fede giapponese, ma al contrario contribuì alla sua consolidazione. Esso legittimò infatti tutti gli dèi giapponesi, considerandoli come entità sovrannaturali intrappolate nel ciclo delle rinascite. Questa spiegazione venne più tardi contestata dalla corrente Kukai che considerava i kami come incarnazioni speciali del Buddha stesso. Per esempio collegò la dea del Sole, e antenata della famiglia imperiale, Amaterasu, a Dainichi Nyorai, una manifestazione del Buddha, il cui nome significa letteralmente "Grande Buddha Solare". Secondo questo punto di vista i kami erano semplicemente Buddha con un altro nome. Parallelamente alla teologia anche i due sistemi di valori andarono progressivamente a supportarsi e a scambiarsi elementi: c'è infatti una forte compatibilità tra gli insegnamenti naturalistici dello Shintoismo e quelli compassionevoli del Buddhismo.
Jodd
15/3/10 23:19
La coesistenza e amalgama di Buddhismo e Shintoismo dai punti di vista dello Shinbutsu Shugo e del sincretismo ebbe larga diffusione fino alla fine del Periodo Edo. A quell'epoca nacque un rinnovato interesse negli studi giapponesi (Kokugaku), forse come risultato della politica del paese chiuso. Nel XVIII secolo con vari studiosi giapponesi, in particolare Motoori Norinaga (1730 - 1801), ci furono vari tentativi di separare lo Shintoismo dalle influenze straniere. I tentativi non ebbero grande successo, sin dall'epoca del Nihonshoki, quando parti della teologia e del creazionismo shintoista vennero prese esplicitamente in prestito dalla dottrina cinese (per esempio le divinità procreatrici Izanami e Izanagi furono comparate alle energie del Tao, Yin e Yang). Questi tentativi prepararono comunque il terreno per l'introduzione dello Shintoismo di Stato, in seguito alla Restaurazione Meiji, con il quale Shintoismo e Buddhismo furono ufficialmente separati.
Jodd
6/4/10 18:44
In seguito alla Restaurazione Meiji lo Shintoismo venne proclamato religione ufficiale del Giappone e nel 1868 la sua combinazione con il Buddhismo venne resa illegale. In questo periodo molti studiosi del Kokugaku iniziarono a vedere lo Shintoismo come mezzo attraverso cui unificare il Paese ed aumentarne la devozione all'imperatore, per velocizzare il pi¨´ possibile il processo di modernizzazione. Lo shock psicologico delle navi nere e il conseguente collasso dello shogunato convinsero molti che solo una nazione unita avrebbe potuto resistere alla colonizzazione dei popoli stranieri. In conseguenza di ci¨° lo Shintoismo venne utilizzato come strumento per promuovere l'adorazione dell'imperatore (e quindi della propria nazione) e venne esportato nei territori conquistati come l'Hokkaid¨ e la Corea.
Nel 1871 venne istituito un Ministero delle divinit¨¤ e i templi shintoisti vennero divisi in dodici livelli con sede centrale al tempio di Ise (dedicato ad Amaterasu e perci¨° simboleggiante la legittimit¨¤ della famiglia imperiale). Negli anni seguenti il Ministero delle divinit¨¤ venne rimpiazzato da una nuova istituzione, il Ministero della religione, incaricato di guidare l'istruzione allo shushin (letteralmente "sentiero morale"). Questo fu uno dei maggiori capovolgimenti dall'epoca del Periodo Edo. I preti iniziarono ad essere eletti ufficialmente, retribuiti ed incaricati dallo Stato di istruire i giovani attraverso una forma di teologia shintoista basata sulla storia mitologica della casata imperiale e dello Stato giapponese.
Jodd
6/4/10 18:48
Con il passare del tempo lo Shintoismo venne utilizzato sempre più per enfatizzare i sentimenti nazionalisti popolari. Nel 1890 venne promulgato il Kyoiku Chokugo (Rescritto imperiale sull'educazione) che richiese agli studenti di recitare ritualmente il giuramento di offrire sé stessi coraggiosamente allo Stato, così come di proteggere la famiglia imperiale. La pratica dell'adorazione dell'Imperatore venne ulteriormente diffusa dalla distribuzione di ritratti imperiali come oggetti di venerazione esoterica. Questo utilizzo dello Shintoismo diede al patriottismo giapponese una tinta di misticismo speciale e di introversione culturale, che divenne sempre più pronunciata con il passare del tempo.
Questo processo continuò a consolidarsi durante il periodo Showa prima di arrestarsi bruscamente nell'agosto 1945, con la separazione tra Stato e Chiesa shintoista. Ironicamente, l'invasione dell'Occidente così temuta all'inizio dell'epoca Meiji era infine arrivata, in parte a causa della radicalizzazione del Giappone permessa dalla sua compattezza religiosa.
Jodd
6/4/10 18:52
L'era dello Shintoismo di Stato si chiuse bruscamente con la fine della seconda guerra mondiale. Poco dopo la fine del conflitto l'imperatore annunciò pubblicamente la rinuncia al suo stato di divinità terrena e smentì la discendenza della famiglia imperiale dalla dea Amaterasu. In conseguenza ai risultati della guerra molti giapponesi conclusero che la causa della sconfitta fosse stata la hybris (superbia) dell'Impero. La brama di territori stranieri accecò i loro leader esaltando l'importanza della loro patria. Nel periodo successivo alla guerra comparvero numerose Shinshukyo (nuove sette religiose), molte delle quali ostensivamente basate sullo Shintoismo.
Successivamente alla guerra lo Shintoismo insistette con meno importanza sulla mitologia e il mandato divino della famiglia imperiale. Invece i templi tesero a focalizzarsi su attività sociali, volte ad aiutare le persone ordinarie nel migliorare le proprie condizioni o se stessi, mantenendo buone relazioni con gli antenati e gli dèi. Successivamente alla guerra la pratica generale dei rituali shintoisti non è decrementata. La spiegazione normalmente data per questa anomalia è che in seguito alla dismissione dello Shintoismo di Stato, la religione è ritornata alla sua posizione tradizionale, culturalmente radicata, piuttosto che imposta. In ogni caso lo Shintoismo ed i suoi valori continuano ad essere una componente fondamentale della vita e della mentalità giapponese.
Jodd
6/4/10 18:54
Lo Shintoismo è una religione difficile da classificare. Da una parte può essere considerata veramente come una forma molto organizzata di animismo, ma la presenza di una mitologia definita la rende più una religione politeista con tratti sciamanici. La vita dopo la morte non è una preoccupazione primaria e viene data un'enfasi maggiore al trovare l'armonia in questo mondo, invece che nel prepararsi al successivo. Lo Shintoismo non possiede insiemi vincolanti di dogmi, un luogo santo sopra tutti gli altri da adorare, nessuna persona o kami considerato più sacro degli altri, e nessun insieme definito di preghiere. Lo Shintoismo è piuttosto una collezione di rituali e metodi, intesi a mediare le relazioni tra gli esseri umani e i kami. Queste caratteristiche conferiscono allo Shintoismo un carattere di completezza semplice ed efficace, caratteristiche che gli consentono di sopravvivere tutt'oggi, facendone una religione importante e millenaria. Queste pratiche si sono originate organicamente in Giappone nel corso di molti secoli e sono state influenzate dal contatto con le religioni straniere, soprattutto cinesi. Da notare per esempio, che la parola Shinto è essa stessa di origine cinese e che molte delle codifiche della mitologia shintoista vennero costituite con lo scopo esplicito di rispondere all'influenza culturale cinese. Nella stessa maniera lo Shintoismo ha avuto, e continua ad avere, un'influenza dominante sulla pratica di altre religioni in Giappone. In particolare si potrebbe anche discuterlo sotto la voce Buddhismo giapponese, poiché le due religioni hanno esercitato una profonda influenza l'una sull'altra per tutta la storia del Giappone.
Alcuni ritengono che lo Shintoismo fu strumentalizzato per la legittimizzazione ideologica durante la fase militaristica che seguì la Restaurazione Meiji. Poiché lo Shintoismo non possiede fonti di autorità assoluta, alcuni ritengono che fu un'espressione naturale delle credenze del popolo, sfruttate dai nazionalisti radicali che desideravano unificare il Giappone. Altri si chiedono se l'enfasi posta dallo Shintoismo sull'eccezionalità giapponese non abbia reso inevitabili questi sviluppi. Anche oggigiorno, alcune fazioni di estrema destra della società giapponese, vogliono che si enfatizzi maggiormente lo Shintoismo e si incrementi la reverenza mostrata all'imperatore, come parte di un progetto per portare il Paese nel suo giusto posto come nazione guida del mondo. Nonostante ciò, per la maggior parte dei giapponesi, seguire lo Shintoismo non significa esprimere disprezzo per le altre nazioni, ma piuttosto esprimere il proprio amore per la natura del Giappone e di tutto il mondo, delle persone e degli spiriti e divinità che lo abitano.
Jodd
11/4/10 19:13
Si possono riconoscere essenzialmente cinque espressioni dello Shintoismo. Queste non vanno considerate come vere e proprie correnti a se stanti, ma più che altro delle differenti forme di culto tutte volte al medesimo obiettivo, ovvero giungere alle medesime verità. Casi particolari sono tuttavia quelli dello Shintoismo settario e di quello di Stato.
-Shintoismo imperiale- (Koshitsu Shinto): questo termine indica i riti eseguiti dall'imperatore per venerare la miriade di kami e in particolare la dea Amaterasu Omikami, al fine di assicurare la continuità dello stato, la felicità del popolo e la pace mondiale. Questi riti sono indipendenti da quelli dello Shintoismo templare.
-Shintoismo templare -(Jinja Shinto): questo termine indica lo Shintoismo istituzionalizzato (nato subito dopo la caduta dello Shintoismo di Stato), fondato sul culto all'interno dei templi jinja. È in generale lo Shintoismo organizzato e rappresenta infatti il cardine di tutte le attività religiose e persino degli altri filoni della religione shintoista. Anche se venne instaurato solo nel secolo scorso, le sue radici si fissano nella preistoria. Quasi tutti i templi sono membri della Jinja Honcho, Associazione dei templi shintoisti.
-Shintoismo settario- (Shuha Shinto o Kyoha): è composto dai tredici gruppi (Kurozumikyō, Shintoismo Shuseiha, Izumo Ōyashirokyō, Fusōkyō, Jikkōkyō, Shinshūkyō, Shintoismo Taiseikyō, Ontakekyō, Shintōtaikyō, Misogikyō, Shinrikyō, Konkōkyō ed il Tenrikyō (che però nel 1970 ha formalmente dichiarato di non essere una forma di Shintoismo) formatisi durante il XIX secolo, quando i templi shintoisti vennero separati dalle altre istituzioni religiose ed usati per condurre riti e celebrazioni sotto la direzione dello Stato (lo Shintoismo di Stato).
-Shintoismo popolare- (Minzoku Shinto): è la forma praticata dalla gente senza essere formalizzata; include le numerose, ma frammentate, credenze popolari in spiriti e divinità. Le pratiche includono divinazione, esorcismo e guarigioni sciamaniche. Alcune di queste pratiche provengono dall'influenza del Taoismo, del Buddhismo e del Confucianesimo, altre sono diretta espressione delle tradizioni locali.
-Shintoismo di Stato- (Kokka Shinto): fu il risultato della Restaurazione Meiji e della caduta dello shogunato. Tentò di purificare lo Shinto abolendo molti ideali buddhisti e confuciani. Secondo la maggior parte delle opinioni fu un tipo di Shintoismo fortemente monopolizzato, a volte addirittura talmente distorto da perdere i suoi significati ed insegnamenti religiosi divenendo una mera forma di nazionalismo. In seguito alla sconfitta giapponese nella seconda guerra mondiale venne abolito e l'imperatore forzato a rinunciare al suo status di divinità.
Jodd
19/4/10 22:58
Nel febbraio 1946, con la pubblicazione della cosiddetta Direttiva shintoista, tutti i templi si organizzarono in un'amministrazione nazionale chiamata Associazione dei templi shintoisti, a tutti gli effetti una Chiesa shintoista, termine poco ortodosso anche se comunemente utilizzato. Il nome in giapponese è Jinja Honcho. Lo scopo di questa istituzione fu subito quello di organizzare e conservare la tradizionale cultura religiosa giapponese. La Chiesa oggi amministra migliaia di templi in tutto il Giappone e un centinaio di scuole. Negli ultimi decenni ha dimostrato una certa apertura anche verso Paesi esteri, ha infatti iniziato ad esportare lo Shintoismo, edificando i primi templi in America e Australia e ordinando i primi sacerdoti shintoisti non-giapponesi.
Jodd
19/4/10 23:03
Secondo la fede Shintoista, lo spirito umano è eterno, proprio come i kami. Come nella maggior parte delle concezioni orientali l'aldilà è concepito dallo Shintoismo come una sorta di livello esistenziale superiore. Quando si muore dunque, per lo Shintoismo, si cambia semplicemente forma di esistenza, si accede ad un altro tipo di esistenza . Questa è la concezione più moderna.
Poiché lo Shintoismo è coesistito pacificamente con il Buddhismo per oltre un millennio è molto difficile separare le credenze buddhiste da quelle shintoiste. Si può dire che mentre il Buddhismo enfatizza la vita dopo la morte, lo Shintoismo enfatizza questa vita e la ricerca della felicità in essa, sebbene abbiano prospettive molto diverse sul mondo, la maggior parte dei giapponesi non vede alcuna necessità di riconciliare le due religioni e pertanto le pratica entrambe. Perciò è comune per molte persone praticare lo Shintoismo in vita ed essere comunque sepolte con un funerale buddhista.
Nello Shintoismo antico veniva ovviamente dato maggior peso alla mitologia. Si credeva in una serie di paradisi, già c'era quindi la concezione della pluralità esistenziale, anche se non espressa filosoficamente tra il popolo. Tra questi paradisi si annoverano: l'aldilà del cielo, l'aldilà Yomi, l'aldilà Tokoyo, l'aldilà delle montagne. Questi luoghi non sono descritti né come posti ameni né con caratteristiche infernali, ma come luoghi molto simili al mondo terrestre.
Jodd
29/4/10 20:23
Il culto shintoista pone, in generale, al primo posto l'interesse della comunità e il pubblico benessere. Ciò non significa che i diritti individuali e la famiglia siano ignorati. Al contrario, è sullo sfondo dei riti religiosi, come conseguenza delle azioni verso gli altri, che l'intimità, il carattere individuale di una persona e i suoi rapporti con il prossimo, sono ampiamente promossi.
Sebbene lo Shintoismo non abbia comandamenti assoluti al di fuori di vivere una vita semplice ed in armonia con la natura e le persone, si dice che ci siano Quattro Affermazioni che esprimono tutto lo spirito etico di questa religione:
La famiglia è il nucleo principale della vita di una persona, è il gruppo in cui e attraverso cui una persona cresce, e da cui eredita un approccio e una visione del mondo ben precisi. Di conseguenza a questa grande importanza, il nucleo familiare è un fondamento necessario al benessere dell'individuo, e come tale va tutelato ed in particolare mantenuto armonico.
La natura è sacra, in quanto espressione del divino; conservare un contatto con essa comporta il raggiungimento della completezza e della felicità, e significa mantenersi vicini ai kami. Come tale la natura va rispettata, venerata e soprattutto tutelata, poiché è da essa che deriva l'equilibrio della vita.
La pulizia è un componente essenziale dello Shintoismo, pulizia consente purezza, e la purezza è una delle massime virtù. La pulizia è essenziale per condurre una vita armoniosa: il fedele shintoista ne fa largo uso, sia su se stesso che negli ambienti in cui vive; i templi shintoisti vengono tenuti sempre impeccabilmente puliti dai sacerdoti.
I matsuri sono i festival dedicati ai kami. In questi giorni il fedele shintoista prega nei templi, o nella propria casa. Per festeggiare le divinità, vengono allestiti feste, processioni e banchetti. I matsuri vengono organizzati dai templi o dalle comunità. Queste feste sono parecchie durante l'anno e vanno da quelle più importanti e nazionali a quelle dei piccoli paesi. I giorni normali sono chiamati ke ("giorno") e quelli di festa sono detti hare ("soleggiato" o semplicemente "buono").
Jodd
17/5/10 20:20
Secondo lo Shintoismo non c'è niente di peccaminoso di per sè, piuttosto certi atti creano un'impurezza rituale che una persona dovrebbe voler evitare semplicemente per ottenere pace mentale e buona fortuna, non perché l'impurezza sia sbagliata in se stessa. Il male e gli atti sbagliati sono chiamati kegare (letteralmente "sporcizia"), e la nozione opposta è kiyome (letteralmente "purezza"). L'uccisione di un essere vivente, considerata come atto impuro, dovrebbe essere fatta con gratitudine e con riverenza nei confronti dell'animale e ridotta al minimo, praticata solo quando altamente necessario.
I giapponesi moderni continuano a enfatizzare grandemente l'importanza dell'aisatsu, l'insieme di frasi e saluti rituali. Prima di mangiare, molti giapponesi dicono itadakimasu ("ricevo umilmente [questo cibo]"), in modo da prestare un appropriato rispetto per chi ha preparato ed in generale per tutti quegli esseri viventi che hanno perso la loro vita per permettere quel pasto. La mancanza nel mostrare rispetto può essere considerata come un segno di orgoglio ed un'assenza di preoccupazione per gli altri. Questa attitudine è evitata, perché si pensa che possa causare problemi per tutti. Chi fallisce nel tenere in giusto conto i sentimenti delle altre persone e dei kami attrarrà su di sé la propria disgrazia. La peggior espressione di questa attitudine è lo sfruttare la vita degli altri per il guadagno o godimento personale. Si crede che le persone uccise per mano altrui provino urami ("rancore") e diventino aragami, spiriti potenti e malvagi che cercano vendetta. Per tutti questi motivi, nelle moderne aziende giapponesi, non viene intrapresa alcuna azione prima che venga raggiunto un consenso e una consapevolezza unanime.
Jodd
19/5/10 22:03
I riti di purificazione sono una parte vitale dello Shintoismo e sono stati adottati anche nella vita moderna. Un rito di purificazione personale ¨¨ legato all'acqua, elemento purificatore per eccellenza: consiste nel rimanere sotto a una cascata o nell'eseguire delle abluzioni rituali alla foce di un fiume o nel mare, oppure semplicemente mediante le apposite fonti dei templi; quest'ultima pratica ¨¨ richiesta quasi sempre prima dell'accesso al luogo sacro. Queste due forme di purificazione sono spesso dette ìð harai. Una terza forma di purificazione ¨¨ l'astensione da qualcosa, cio¨¨ un tab¨´ (per esempio alle donne non venne permesso di scalare il Monte Fuji fino al 1868). I tab¨´ sono pressoch¨¦ scomparsi nello Shintoismo moderno. Tra le altre credenze vi ¨¨ quella di non pronunciare parole considerate di cattivo auspicio ai matrimoni, come ad esempio la parola tagliare, o non partecipare ai matrimoni se di recente si ¨¨ persa una persona cara.
Nelle cerimonie di purificazione vengono generalmente utilizzati vari elementi simbolici, tra i quali spiccano la gi¨¤ citata acqua, il sale e la sabbia. Gli atti generali di pulizia sono chiamati misogi, mentre in specifico, la purificazione personale all'ingresso dei templi, che consiste nel lavarsi mani e bocca, ¨¨ chiamata temizu o anche imi. Un rituale misogi ancora oggi molto praticato ¨¨ quello che consiste nel gettare acqua nei dintorni della propria casa, per ottenerne la purezza.
I riti di purificazione sono sempre il primo atto di una qualsiasi cerimonia religiosa, e vengono praticati anche per benedire avvenimenti importanti. Per esempio i nuovi edifici costruiti in Giappone vengono spesso benedetti da un sacerdote shintoista, come vengono benedetti anche i nuovi aerei o le nuove automobili. Questo tipo di rituale purificatorio ¨¨ chiamato jichinsai. Addirittura un rito di questo tipo venne tenuto nel 1969 per benedire la missione sulla Luna dell'Apollo 11.
Il sale ¨¨, dopo l'acqua, l'altro elemento importante nei rituali di purificazione. Le cerimonie legate al sale vengono genericamente chiamate shubatsu. Vi sono varie cerimonie in cui il sale viene sparso in un determinato luogo per eliminare le impurit¨¤, chiamate maki shio (letteralmente "sale sparso"). Di solito all'ingresso delle case vengono posti dei contenitori di sale, chiamati mori shio, che si crede abbiano l'effetto di purificare chiunque entri nell'abitazione. Il maki shio ¨¨ praticato nelle case, e anche, alternativamente o insieme all'acqua, prima della costruzione di un edificio. Il sale viene offerto simbolicamente anche alle divinit¨¤, ponendolo sugli altarini domestici kamidana (vedere la sezione sul culto domestico).
Jodd
27/5/10 21:47
Nello Shintoismo moderno il cuore del culto è sicuramente il tempio (jinja), in cui si celebrano numerose cerimonie e pratiche. Non c'è un giorno preciso della settimana in cui si svolgono le cerimonie, i templi sono infatti costantemente aperti e disponibili per i fedeli, che possono recarvisi per pregare gli dèi e fare offerte in qualsiasi momento desiderino. Gli spazi sacri tendono ad essere particolarmente affollati soprattutto nei giorni in cui cadono i matsuri, ovvero i festival nazionali. Il tipo di preghiera con cui il fedele cerca un contatto con i kami non segue regole specifiche, ognuno può infatti avere un approccio totalmente personale alla venerazione. Generalmente, nei giorni non festivi, ci si reca al tempio chiedendo agli dèi protezione costante sulla famiglia, fortuna per superare esami scolastici, e ovviamente molto altro.
La venerazione corrisponde sempre ad un contatto con il mondo naturale, che rende i templi oasi di pace all'interno delle caotiche città. Il culto templare sottolinea l'appartenenza dell'uomo all'universo di cui è parte. I riti aiutano il fedele a comprendere la via che deve intraprendere nella vita, gli offrono forza e sostegno per superare le difficoltà e supportano la sua visione spirituale del mondo, tra sacralità e purezza. L'estetica del tempio, sostanzialmente, è un elemento fondamentale per la preghiera e la venerazione, è un tutt'uno con esse. Il tempio è infatti considerato un edificio mistico, un luogo in cui è possibile trovare un contatto e respirare la sacralità del mondo, che il luogo sacro in un certo senso canalizza.
I rituali collettivi sono organizzati dai sacerdoti. Questi rituali sono molto precisi e dettagliati, rappresentano infatti l'equilibrio del mondo, e con un tale significato vanno rispettati nella loro interezza. Il modello rituale divenne comune a tutti i templi nel corso del XIX secolo. Oggi, la Jinja Honcho, nella sua costante opera di modernizzazione dello Shintoismo, sta introducendo nuovi modelli rituali, più adatti all'era moderna.
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